La nostra organizzazione


Organigramma

All’interno della struttura sono presenti le seguenti figure professionali:

  • - 1 Responsabile della struttura
  • - 1 Psicologo
  • - 4 Educatori
  • - 1 Addetto alla segreteria ed organizzazione
  • - 1 Figura polivalente
  • - 7 Figure aggiuntive addette ai vari laboratori

1 (uno) Responsabile della struttura

Con funzioni di responsabile tecnico gestionale ed organizzativo dei vari servizi e delle attività complessive della Comunità Educativa.
Ha compiti di indirizzo e sostegno tecnico al lavoro degli operatori, anche considerando la loro formazione permanente, nonché di promozione e di valutazione della qualità dei servizi, di monitoraggio e documentazione delle esperienze, di sperimentazione dei servizi innovativi, di raccordo con la rete dei servizi sociali, sanitari ed educativi, di collaborazione con le famiglie e la comunità locale.

1 (uno) Psicologo

La presenza dello psicologo si articola in incontri, settimanali o quindicinali, con i minori e con la famiglia, quando possibile. Dopo una prima valutazione dei casi in accoglienza, collabora con l’Educatore e col mediatore culturale (quando il minore è straniero sia con famiglia sia non accompagnato) nella stesura di progetti educativi personalizzati per ogni minore, improntati prevalentemente alla promozione delle abilità e al potenziamento delle aree di salute. Dove necessario, nei colloqui individuali con il minore, lo Psicologo svolge un lavoro di supporto psicologico, inviandolo, quando opportuno, presso altre strutture specialistiche del territorio.

È previsto lo svolgimento di lavori psicologici di gruppo con i minori, aventi come obiettivo quello di favorire dinamiche di scambio, condividere vissuti ed emozioni, elaborare esperienze recenti e passate, facilitare la nascita di legami affettivi e di fiducia, attraverso tecniche di verbalizzazione, di interpretazione, tecniche a mediazione corporea (respirazione, training autogeno, espressione corporea) e tecniche immaginative, tendenti a desensibilizzare i soggetti da vissuti emotivamente pesanti e renderli più autonomi nell’affrontare le tappe del proprio sviluppo.

4 (quattro) Educatori Professionali

Con funzioni di:

  • progettazione e gestione dei percorsi educativi rivolti ai minori;
  • predisposizione e gestione degli strumenti di valutazione dei percorsi educativi;
  • gestione organizzativa del rapporto con la scuola, le attività sportive e ludiche del minore;
  • gestione organizzativa dei vari PEI;
  • costruzione dei legami con l’esterno funzionali agli scopi educativi e di inserimento sociale e del futuro lavorativo dei minori:aziende,associazioni…
  • selezione e gestione delle famiglie ospitanti, anziani competenti, migranti,insegnanti… esperti di vario tipo interessati al volontariato in rapporto al PEI;
  • gli acquisti di attrezzature e materiale vario per le varie attività.
  • Predispone una programmazione mensile sulle attività da svolgere e una relazione mensile sulle attività svolte.

1 (uno) Addetto alla segreteria ed alla organizzazione della struttura

Con funzioni di:

  • supporto organizzativo al funzionamento della vita interna della struttura e nel collegamento con la realtà esterna dei minori;
  • gestione degli ambiti informativi e amministrativi dei rapporti con i Comuni, Tribunale,ASL…
  • gestione della comunicazioni di ingresso/uscita, con gli Organi di Polizia, Tribunale, ASL e Servizi Sociali dei Comuni.

1 (uno) Operatore polifunzionale

Con funzioni di:

  • Preparazione dei pasti
  • Predispone il menù giornaliero secondo le tabelle della ASL, in collaborazione con il referente
  • Provvede a segnalare mancanze di generi alimentari e ne dispone l’acquisto
  • Pulizia della casa.

7 (sette) Figure aggiuntive

Per l’avvio di laboratori educativi sulla base delle preferenze ed attitudini dei minori. Possono essere impiegati volontari e gli operatori del servizio civile in quanto compatibile. Per l’attivazione dei laboratori saranno utilizzate le risorse del territorio. Di seguito le figure professionali aggiuntive previste e relativi laboratori:

E' presente all' occorrenza una figura di lingua araba e inglese per l'accoglienza e la gestione dei minori stranieri.

 

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Modalità di accoglienza e dimissioni

Accoglienza

L'ingresso in comunità avviene solo su richiesta dei Servizi Sociali per la famiglia del Comune di residenza del minore o da parte della Questura. Nel primo caso l'ingresso del minore è generalmente programmato, mentre nel secondo caso si tratta di una richiesta di pronta accoglienza con inserimento immediato in Comunità anche in orari serali/notturni. La domanda di inserimento del minore in comunità può essere effettuata anche per telefono, direttamente alla segreteria. Se non è possibile prevedere l'accoglimento immediato del minore, la richiesta viene inserita in una lista di attesa secondo i seguenti criteri:

  • ordine di arrivo della richiesta;
  • livello di compromissione del minore così come segnalato dai Servizi Sociali;
  • valutazioni di opportunità in base alle caratteristiche del caso in rapporto alla composizione del gruppo-comunità disponibile all'accoglienza: poiché l'inserimento dei minori nella Comunità, prevede la costituzione di gruppi omogenei per età: ciò è ritenuto funzionale per i minori stessi e le loro relazioni.

Nel caso di inserimento non programmato (per situazioni di emergenza e pronta accoglienza) è comunque sempre necessaria almeno la richiesta scritta di accoglienza unitamente all'impegno ad assumersi l'onere previsto per la permanenza in Comunità.

Il primo contatto

Il primo contatto del minore che accede alla struttura, è con il Responsabile della struttura o con l’Educatore di turno; in un secondo momento incontra lo Psicologo ed il Mediatore culturale (se trattasi di straniero non accompagnato o con famiglia). La prima accoglienza ha lo scopo di far sentire protetto il minore in un "luogo sicuro", attraverso relazioni empatiche, un ambiente gradevole e rassicurante: un momento di riconoscimento della identità e della dignità individuale. Si passa alla fase di registrazione e compilazione della prima parte della Cartella Personale Informativa, che prevede l'inserimento dei dati anagrafici, i dati sulla provenienza…; poi si passa alle procedure di inserimento con la consegna di abiti e biancheria pulita, la scelta dello spazio fisico da occupare, la presentazione agli altri ospiti della casa. Le figure che il minore incontra per prime, hanno il compito di creare da subito un legame con lui, anche solo a livello pratico, finalizzato a prepararlo alla vita di comunità, spiegando regole, diritti, doveri e ruoli dei vari operatori. Evidentemente la "funzione di accoglimento" vero e proprio è poi attuata dall'intera equipe di lavoro (ed in seguito dalla comunità sociale allargata con cui la struttura dialoga ed interagisce), insieme agli altri minori che già risiedono nella struttura, attraverso le routine quotidiane di familiarizzazione e svolgimento delle attività in comune. Il gruppo in questa visione, si conferma essere uno strumento facilitante l'integrazione ed il sentirsi parte di un tutto.

Dimissioni

Se non intervengono fattori ostativi esterni, quali l'interruzione dell'erogazione dei fondi da parte dell'Ente inviante, o interni, collegati al comportamento stesso del minore (comportamenti particolari o a rischio legalità) i tempi di permanenza dei minori all'interno della struttura dipendono per lo più dal raggiungimento degli obiettivi previsti nei Progetti Personalizzati Individuali (PEI), volti prioritariamente alla tutela del minore, alla regolarizzazione sul territorio (se trattasi di migranti) e all'integrazione nel contesto comunitario accogliente, alla scolarizzazione, allo svolgimento di corsi di formazione professionale e all'inserimento nel mondo del lavoro.
Laddove sia possibile, il ricongiungimento familiare o la possibilità di reinserimento costruttivo nella propria famiglia d'origine e/o l'approdo in famiglie affidatarie, rappresentano ulteriori obiettivi, raggiunti i quali, si può ritenere concluso il percorso comunitario.

Al raggiungimento del diciottesimo anno di età, se il minore si trova ancora inserito in progetti di formazione scolastica o professionale, si può prevedere la richiesta di un prosieguo amministrativo, ovvero il prolungamento della permanenza fino al ventunesimo anno di età (ed un conseguente permesso di soggiorno, se trattasi di immigrato) per attesa occupazione.

Le pratiche di dismissione prevederanno la verifica delle condizioni suindicate attraverso un colloquio finale con lo Psicologo, la valutazione da parte dell'Educatore di riferimento, nonché l'adempimento degli aspetti burocratici da parte del Responsabile della struttura, in accordo con le normative vigenti e i Servizi Sociali di competenti.

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La selezione e la formazione degli operatori

La selezione degli operatori è eseguita con particolare attenzione, sulla base dei seguenti criteri tecnici ed umani:

  • esperienze professionali pregresse di almeno 5 anni a contatto con minori in strutture complesse di tipo socio assistenziale ed attività collegate all’inserimento sociale e sociolavorativo;
  • qualità valoriali
  • solidità interiore e stabilità emotiva
  • capacità di gestire le emozioni limitando il coinvolgimento eccessivo
  • capacità empatica e di trasferimento affettivo
  • predisposizione alla realizzazione personale nel lavoro con minori
  • costanza e coerenza,
  • capacità relazionali e di lavorare in gruppo

La formazione

La formazione non si sostanzia nell’insegnamento, come trasferimento di informazioni come puro accumulo di conoscenze e nozioni: dove c’è qualcuno che insegna, che ha cose da insegnare (di contenuto specialistico), depositario di un sapere e qualcuno che ha cose da apprendere, portatore di non-sapere. E’ centrata sulla valorizzazione del sapere dei partecipanti, ponendolo in continuo dialogo, aperto ed immaginativo, che tenga conto di limiti e possibilità dell’azione e della realtà; che cerca di attribuire senso alla elaborazione e rielaborazione dei codici e dei quadri di riferimento culturali e psicologici utilizzati per interpretare ed intervenire sulla realtà.

Una formazione prevalentemente orientata alla creazione di strumenti socio-mentali, funzionali alla creazione delle condizioni per cui il soggetto, partecipante alla formazione, possa mantenere in essere il suo sapere, la sua esperienza, la percezione di sé in rapporto agli altri…; perché possa imparare a cogliere le connessioni, psicologiche e culturali, in rapporto alle peculiari modalità di attualizzazione del proprio comportamento sociale ed educativo.

Una formazione che permette di far emergere le dimensioni sociali degli eventi psichici e culturali e di ritrovare le dimensioni soggettive che entrano negli eventi sociali stessi, incrociando sì, le opportune dimensioni interpersonali, ma anche funzionali agli stili e contenuti educativi di ciascuno.

Una formazione che, in termini di apprendimento, allude allo sviluppo di una competenza, di ordine prevalentemente socio-affettivo, relativa alla capacità di muoversi lungo i confini simbolici-culturali che delimitano gli ambiti di appartenenza e che fondano le identità e, alla capacità di costruire codici di traduzione favorenti la comunicazione, fra ambiti di significazione diversi.

Una formazione che sul piano organizzativo permette, periodicamente, a soggetti diversi di incontrarsi, di confrontarsi per poi selezionare problemi comuni e partecipare alla loro soluzione. Più in generale, permettere a gli operatori di sviluppare competenze culturali, informative e psicosociali in grado di fungere da supporto per il dispiegamento ottimale del PEI.

Briefing

  1. Secondo una cadenza settimanaleverrà effettuata una verifica con gli operatori della Comunità Educativa, allo scopo di:
    • monitorare la situazione dei minori, sia di gruppo che individuale, verificare la programmazione e l’andamento rispetto al raggiungimento degli obiettivi stabiliti nel PEI, l’aggiornamento della Cartelle Personale del minore e l’analisi delle schede di osservazione e valutazione;
    • analizzare le questioni attinenti al servizio (ferie, sostituzioni, situazioni organizzative straordinarie) e le difficoltà gestionali eventualmente incontrate;
    • offrire agli stessi operatori uno spazio di ascolto per le loro difficoltà personali al fine di prevenire situazioni di burnout, o stress lavoro-correlato, facilmente presenti nelle professioni di aiuto e di favorire lo scambio di esperienze e la discussione in un contesto dedicato, anche al fine di evitare decrementi nei livelli di motivazione e conseguenti cali nella qualità delle prestazioni erogate.
  2. Secondo una cadenza trimestrale, alla presenza del Responsabile della struttura, verrà effettuata una verifica insieme agli operatori territoriali, sociali e sanitari, con la finalità di rendere comuni gli aggiornamenti sui processi psicopedagogici relativi ai minori e analizzare eventuali adattamenti e correzioni da apportare ai vari PEI di ciascun minore.

Eventi di formazione continua per gli operatori

Sono previsti eventi di formazione continua per gli operatori che si svolgeranno in incontri e seminari su tematiche specifiche, inerenti i seguenti ambiti di interesse:
-gli spetti legali e giuridici nella gestione di una comunità educativa per minori
-la relazione educativa con minori con esperienze di trauma o di eventi a forte impatto emotivo
-i diversi servizi educativi per minori in difficoltà: una panoramica nazionale ed internazionale

Volontari

Per quanto concerne l’impiego dei volontari è prevista una breve formazione ed un affiancamento agli operatori. Sono previsti incontri formativi di gruppo, tesi da un lato a rendere riconoscibili le proprie risorse in rapporto al PEI e dall’altro a come renderle utilizzabili a vantaggio degli scopi psicopedagogici del singolo minore.

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Come valutiamo il nostro lavoro

Gli standard di qualità

Due tipi di qualità intendiamo perseguire:

  • la qualità scaturita dalla percezione dell’utente in senso ampio (minore, Servizi sociali…);
  • la qualità così come prodotta in rapporto ai servizi erogati e relativi obiettivi raggiunti.

Per valutare la qualità del servizio svolto la Comunità Educativa ha predisposto 4 questionari per misurare il grado di soddisfazione: dei minori, delle famiglie, degli attori del sistema con i quali la Comunità Educativa entra a contatto e dei Servizi sociali invianti. I questionari sono strutturati su indicatori soggettivi: psicologici, culturali, sociali e socioeducativi. L’insieme degli strumenti di rilevazione consentiranno la verifica dei livelli di qualità mano a mano raggiunti e la messa a punto di nuove strategie tecnico-gestionali orientate alla qualità stessa.

Per quanto riguarda lo standard degli indicatori oggettivi della struttura:

  1. predisporre il PEI entro 60 gg dall’arrivo del minore;
  2. zero > max 1 reclami l’anno da parte dell’Ente affidatario;
  3. zero > max 1 reclami l’anno dagli organi di Giustizia minorile;
  4. zero azioni legali l’anno da parte di soggetti privati o pubblici;
  5. zero irregolarità contrattuali nei rapporti di lavoro.

Aggiornamento della carta dei servizi

La Carta dei servizi viene rivisitata periodicamente al fine di:

  • garantire un'attenzione continua alle differenti esigenze di minori;
  • adeguarla alle variazioni delle leggi;
  • alle mutate condizioni gestionali ed organizzative;
  • all’impiego di nuovi strumenti e strategie educative.

La Carta prevede il coinvolgimento periodico dei soggetti pubblici e privati che concorrono alla gestione della struttura, nella definizione degli standard di qualità, nella misurazione della soddisfazione e nella presentazione dei risultati annuali.

Qualita' della selezione e della formazione degli operatori

La selezione degli operatori  avviene attraverso colloqui e somministrazione di test attitudinali ed avviene sulla base di criteri tecnici ed umani individiduabili nelle esperienze professionali pregresse, qualità valoriali, solidità interiore e stabilità emotiva; tiene conto della capacità di gestire le emozioni limitando il coinvolgimento eccessivo, della capacità empatica e di trasferimento affettivo, della attitudine alla realizzazione personale nel lavoro con minori; elementi rilevanti sono la capacità relazionale e di lavorare in gruppo del soggetto selezionato.

La formazione degli operatori è intesa come una formazione maturativa e non colmativa. Essa si centra sulla valorizzazione del sapere dei partecipanti, ponendolo in continuo dialogo, aperto ed immaginativo, che tenga conto di limiti e possibilità dell’azione e della realtà; che cerca di attribuire senso alla elaborazione e rielaborazione dei codici e dei quadri di riferimento culturali e psicologici utilizzati per interpretare ed intervenire sulla realtà. E' una formazione prevalentemente orientata alla creazione di strumenti socio-mentali, funzionali alla creazione delle condizioni per cui il soggetto, partecipante alla formazione, possa mantenere in essere il suo sapere, la sua esperienza, la percezione di sé in rapporto agli altri, perché possa imparare a cogliere le connessioni, psicologiche e culturali, in rapporto alle peculiari modalità di attualizzazione del proprio comportamento sociale ed educativo. Una formazione di tipo andragogico e non pedagogico che permette di far emergere le dimensioni sociali degli eventi psichici e culturali e di ritrovare le dimensioni soggettive che entrano negli eventi sociali stessi, incrociando sì, le opportune dimensioni interpersonali, ma anche funzionali agli stili e contenuti educativi di ciascuno. Che, in termini di apprendimento, allude allo sviluppo di una competenza, di ordine prevalentemente socio-affettivo, relativa alla capacità di muoversi lungo i confini simbolici-culturali che delimitano gli ambiti di appartenenza e che fondano le identità e, alla capacità di costruire codici di traduzione favorenti la comunicazione, fra ambiti di significazione diversi. Del resto  ci si pone come obiettivo un’ apprendimento di competenze atte alla gestione di contesti relazionali ad alta varianza, dove la varianza viene operazionalizzata come risorsa che, se individuata tempestivamente, è in grado di produrre un guadagno relazionale.

Sul piano organizzativo sono previste, periodicamente, occasioni di incontro, di confronto per poi selezionare problemi comuni e partecipare alla loro soluzione. Più in generale, la formazione offerta porta gli operatori di sviluppare competenze culturali, informative e psicosociali in grado di fungere da supporto per il dispiegamento ottimale del PEI.

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